Chaga il più importante fungo antitumorale con la più alta concentrazione di antiossidanti

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Si chiama Inonotus obliquus, ma tutti lo conoscono come Chaga. Si tratta di un fungo parassita delle Betulle, che cresce nelle aree dell’estremo emisfero nord del pianeta.

Nel nostro Paese è ancora semi sconosciuto, ma è largamento utilizzato nella medicina tradizionale siberiana e nella medicina popolare di altri paesi del nord Europa e dell nord Asia.

Questo fungo ha infatti caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono da tutti gli altri funghi della Medicina Tradizionale Cinese.

Le sue caratteristiche principali sono:

  1. è in assoluto il fungo con la più alta concentrazione di antiossidanti ;
  2. è il fungo più studiato e più importante nella cura del Cancro;

Come vedremo, non sono le uniche proprietà di questo fungo, ma sono certamente quelle che più lo contraddistinguono.

Breve descrizione

chaga fungo

Il Chaga si presenta come una forma irregolare e a un primo colpo d’occhio assomiglia quasi a un tumore del tronco, o a un pezzo di carbone attaccato alla pianta.

All’esterno assume una colorazione nera, causa della grande quantità di melanina, sostanza con eleva attività antiossidante. All’interno invece ha un colore più simile al legno, sul marrone-arancio.

Il sapore è amaro e legnoso.

Proprietà e benefici del Chaga

L’uso di Chaga nella medicina tradizionale risale a migliaia di anni in cui i locali della regione montana della Siberia bevevano il tè di Chaga ogni giorno, fumavano il Chaga e lo usavano per via topica.

I medici popolari hanno da sempre impiegato questo fungo per trattare patologie che andavano dai disturbi di stomaco, alla parassitosi intestinale, a problematiche epatiche e cardiache, fino alle malattie tumorali.

Ma ciò che sappiamo oggi sul fungo Chaga deriva da una vastissima bibliografia di ricerche scientifiche in vitro e in vivo, e una lunga sequela di test clinici, soprattutto su soggetti affetti da Cancro in stadio avanzato.

Tuttavia per lungo tempo le proprietà di questo fungo sono rimaste celate, dato che le ricerche sono state condotte per lo più in Russia, che per anni ha custodito gelosamente le sue scoperte, senza far trapelare nulla (o quasi) all’esterno. Pochissimi invece sono stati gli studi condotti da altri paesi.

Negli ultimi anni il Chaga è diventato via via più popolare anche fuori dai confini russi, grazie al libro autobiografico del premio Nobel Aleksandr Isaevič Solženicyn, intitolato “Padiglione Cancro” (edito in Italia dall’Einaudi nel 1968).

Aleksandr Isaevič Solženicyn era un dissidente russo, che si ammalò di cancro durante gli anni di prigionia in Kazakistan e fu sul punto di morire. Considerato incurabile, nel 1954 fu ricoverato in un ospedale dell’Uzbekistan: una sorta di cronicario per malati terminali. Tuttavia non morì.

Anni dopo, scrisse il romanzo Padiglione Cancro, dove racconta di come avvenne la sua guarigione. Mandato praticamente a morire senza alcuna cura, fu aiutato da un’infermiera, che ogni giorno gli passava clandestinamente un tè a base di Chaga.

Sta di fatto che Solženicyn, gravemente malato di cancro negli anni ‘50, guarisce e continua a vivere fino al 2008 in barba alla malattia, e con grande cruccio per il regime sovietico.

Cosa contiene il Chaga?

Il Chaga contiene numerose sostanze benefiche per l’organismo come:

  • vitamine: vitamine del gruppo B e provitamina D;
  • minerali ed oligoelementi: calcio, magnesio, ferro, zinco, manganese, potassio, cesio, rubidio, rame, vanadio, cromo, bario, argento, zolfo, fosforo, selenio, bromo e silicio;
  • steroli: lanosterolo, betulino, lupeolo, inotidiolo, etc
  • antiossidanti: SOD (Superossido dismutasi), melanina e numerosi polifenoli;
  • polisaccaridi: chitina, alfa e bata-glucani;
  • amminoacidi: glicina, asparagina, glutammina e altri;
  • altri composti come: lignina, emicellulosa, fitosterine, triterpeni e pigmenti pterinici;

1. Proprietà antiossidanti

Delle sostanze fin’ora citate si è visto che il Chaga presenta un contenuto incredibilmente elevato di sostanze con attività antiossidante. Parliamo di 50 volte il contenuto presente in altri funghi medicinali più popolari, come Agaricus Blazei e Reishi, giusto per citarne alcuni (vedi tabella 1).

Tab.1 – Contenuto di antiossidanti nel Chaga e in altri funghi

Gli antiossidanti rivestono un ruolo molto importante per la nostra salute, in quanto ci fanno da “scudo” dai dai radicali liberi, delle sostanze altamente instabili e pericolose per la nostra salute, prodotto normalmente dal nostro metabolismo, ma anche a causa di inquinamento, smog, fumo di sigaretta, attività fisica eccessiva e alimentazione sbagliata. I radicali liberi se lasciati liberi di agire, possono causare quello che viene definito “stress ossidativo“.

Lo stress ossidativo è una delle principali cause dei processi degenerativi che possono portare a tumori, malattie cardiache e altre patologie degenerative.

Tornando al Chaga, i principali antiossidanti presenti sono:

  • Superossido dismutasi (SOD);
  • Betulina (o betulinolo) e acido betulinico;
  • Melanina (da cui deriva la colorazione nera del fungo);
  • Polifenoli.

Particolarmente alto è il contenuto di Superossido dismutasi (SOD), un’enzima che catalizza la dismutazione del radicale superossido in ossigeno molecolare ordinario e perossido di idrogeno. Il superossido è un radicale libero molto tossico, prodotto come sottoprodotto del metabolismo dell’ossigeno e, se non regolato, provoca stress ossidativo.

Il Superossido dismutasi (SOD) costituisce una difesa antiossidante molto importante contro questa specifica molecola.

2. Proprietà antitumorali

chaga tisana

Dagli studi condotti in vitro si è visto che molte delle sostanze contenute nel Chaga ed in particolare il triterpenoide inotodiolo e i suoi polisaccaridi esercitano un’azione antitumorale, in particolare inibendo la carcinogenesi e mostrando un’azione antiproliferativi per induzione dell’apoptosi delle cellule malate [1][2][3].

Ma tutti sappiamo che ciò che conta davvero sono gli studi in vivo, su persone realmente malate. Ed è qui che la storia del Chaga si fa interessante.

Tutto ebbe inizio negli anni ’50, quando, incuriositi dalle migliori aspettative di vita dei paesani di una piccola zona localizzata in Siberia, i ricercatori russi decisero di fare delle ricerche per scoprire il segreto della longevità degli abitanti.

Dalle ricerche fatte venne fuori che il fattore comune tra gli abitanti era proprio il Chaga, utilizzato per la preparazione di una bevanda, bevuta tutti i giorni al posto del comune tè.

I ricercatori decisero quindi di approfondire e analizzare meglio questo fungo.

A farsi carico di queste importanti ricerche fu il dottor Sergey Maslennikov. Inizialmente si trattava di studi indipendenti e su piccola scala, ma le scoperte fatte dal dottor Maslennikov, fuorono tali che presto il Ministero della Salute russo decise di prendere in mano la ricerca ed ampliare lo studio su più vasta scala.

Tra gli anni ’50 e ’60 fu quindi condotta dal Primo Istituto Medico di Leningrado, in collaborazione con l’Istituto Botanico di Leningrado uno studio su circa mille pazienti affetti da cancro di diverso tipo, curati in terapia combinata che includeva anche l’estratto di Chaga. I pazienti erano per lo più affetti da tumore grave al IV stadio, non operabili chirurgicamente e che a quei tempi potevano essere curati solo con antidolorifici e cure paliative.

I risultati della sperimentazione furono tali che nel 1955 portarono all’autorizzazione della produzione del primo farmaco oncologico a base di Chaga, l’estratto BIN-chaga, poi denominato Befungin, nome con cui è ancora oggi largamente venduto nelle farmacie della Federazione Russa.

I risultati nel dettaglio di questo studio potete leggerlo nel libro di Vera Giovanni Bani intitolato “Le proprietà antitumorali del fungo Chaga“.

Qui vi riporto una breve sintesi. Durante gli studi il Chaga ha dimostrato di essere attivo ed estremamente efficace soprattutto nei pazienti meno gravi, riuscendo a:

  • migliorare l’attività ciototossica dei farmaci antitumorali;
  • ridurre la crescita delle neoplasie, facendole regredire e rallentando lo sviluppo di metastasi;
  • migliorare lo stato di salute generale dei pazienti oncologici e la loro risposta ai farmaci antitumorali;
  • ridurre i livelli di intossicazione del malato;
  • ridurre il dolore percepito;
  • allungare e migliorare le aspettative e la qualità della vita del malato.

Nonostante l’intesa attività di ricerca, ancora non è chiaro il meccanismo di azione del Chaga. Secondo i ricercatori il fungo non avrebbe un’azione antitumorale specifica, ma eserciterebbe un azione tonificante e regolarizzante sull’organismo.

Il Chaga agirebbe favorendo il progressivo riassorbimento delle masse tumorali, causando in esse micronecrosi con successiva incapsulazione delle cellule cancerose. Inoltre ha dimostrato di ridurre il dolore e di migliorare la risposta ai trattamenti specifici, la qualità e le aspettative di vita.

Le patologie tumorali dove si sono ottenuti i risultati migliori sono:

  • Cancro all’esofago;
  • Cancro allo stomaco;
  • Cancro al seno;
  • Cancro ai polmoni.

Altri benefici del Chaga

Gli studi sul Chaga si sono focalizzati per lo più sulla sua attività antitumorale ed antiossidante, tuttavia dagli studi è emerso che il Chaga può essere utile anche per il trattamento di altre patologie.

In particolare sembra sia molto efficace nel trattamento di disurbi come:

  • gastrite cronica;
  • ulcere gastriche ed ulcere duodenali;
  • per stimolare le difese immunitarie;
  • diabete (può ridurre la glicemia);
  • per migliorare le funzioni cardiovascolari;
  • per uso topico come antinfiammatorio della pelle.

Come assumere il Chaga

Il Chaga polverizzato si può diluire in acqua e bere direttamente, nel dosaggio di 1-2 cucchiaini da caffè al giorno. Se avete del Chaga intero, invece sarà necessario frantumarlo in pezzetti più piccoli, per poi preparare un macerato in acqua tiepida (circa 45-48 C°) di 48 ore. L’infuso andrà conservato in un luogo fresco per non più di 2 giorni. Bere un bicchiere 3 volte al giorno a stomaco vuoto, circa 10-15 minuti prima dei pasti.

La durata dell’assunzione dipende dalla patologia da trattare. In genere non meno di 3-4 mesi.

Come assumere il Chaga

In Siberia il fungo del Chaga intero o fatto a pezzettoni, è notoriamente usato per preparare un tè.

Tuttavia in commercio si trova più facilmente come polvere, utilizzabile diluendo il prodotto in acqua o altre bevande, per poi essere deglutito direttamente. Il dosaggio può variare in base alle esigenze, ma in genere non se ne consuma più di 2 grammi al giorno (circa un cucchiaino da caffè).

Controindicazioni

Essendo un fungo va assolutamente evitato se si hanno delle intolleranze, o allergie ai funghi.

Come altri funghi della Medicina Cinese è da evitare se si assumono farmaci anticoagulanti (in particolar modo la warfarina o l’eparina).

Infine è da sottolineare che il Chaga può abbassare i livelli di glucosio nel sangue (glicemia), quindi i soggetti diabetici che assumono insulina dovranno fare l’attenzione con l’uso di questo fungo.

Benefici del Chaga, ne parla il dott. Ivo Bianchi

Nel video che segue il dottor Ivo Bianchi, uno dei massimi esperti di Micoterapia in Italia, ci spiega meglio tutte le proprietà e i benefici del Chaga:

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